Scambi solidali – La laguna di Nora

Troppo vento di maestrale, pelle arrossata, oppure semplicemente ci è venuta voglia di conoscere qualcosa in più di questo angolo di paradiso …oggi cambiamo i programmi e ci dirigiamo verso la Laguna di Nora. Usciamo dall’Hotel e puntiamo in direzione del promontorio dove svetta la Torre di Nora, conosciuta come Torre del Coltellazzo. Giungiamo all’ingresso, dove un pannello ci illustra diverse attività che propone il centro. Ci accoglie un biologo che lavora qui da diversi anni e che ha visto crescere il centro tanto che oggi vanta circa 8000/10000 visitatori all’anno.

Attraversiamo l’argine che separa la laguna dal mare, e iniziamo la visita dall’acquario Mediterraneo. Ogni vasca ospita organismi molto giovani che vengono portati dai pescatori della zona e dopo alcune settimane vengono liberati nel loro ambiente naturale. Ci sono piccoli cefali, vari saraghi, un’impavida murena, alcuni crostacei, anemoni ed echinodermi. C’è persino una timidissima e piccolissima cerniotta nascosta nella sua tana: non sa ancora che se avrà fortuna potrà raggiungere i 150 cm di lunghezza e allora non avrà più paura di niente. L’acquario non è grande, ma le cose da sapere su quei pochi organismi sono tante, e conclusa la visita ci sentiamo un tantino più responsabili del futuro benessere del mondo acquatico. 

Proseguiamo verso la galleria Cetacei, e accompagnati dai canti delle balene, ci viene spiegato che tutti gli scheletri esposti sono cetacei spiaggiati recuperati lungo la costa sud occidentale dell’isola. Si tratta della collezione di reperti cetologici più grande della Sardegna. 

Ultimo spazio del percorso di visita è il Centro di Recupero Cetacei e Tartarughe, un vero e proprio “ospedale” che ha il compito di curare tartarughe e cetacei recuperati dai pescatori locali. Basta un po’ di empatia e subito ti rendi conto di quanto siano delicati questi esseri, esposti sempre di più all’inquinamento della plastica in mare. Può capitare che vengano feriti da un natante, ma il più delle volte sono impigliati nelle reti o nei palamiti, e sempre hanno nello stomaco ingenti quantità di rifiuti. Qui ne arrivano spesso e talvolta in condizioni cliniche davvero gravi, vengono nutriti, operati chirurgicamente se serve, e quando si ritiene possano tornare in mare vengono liberati. 

La visita è davvero molto interessante, e i ragazzi che accompagnano i turisti trasmettono tutta la loro passione. Oltre al precorso guidato sula terraferma che abbiamo fatto oggi, si possono osservare i fondali con maschera e pinne oppure percorrere i canali della laguna in canoa per osservare l’avifauna e la flora locale. Far conoscere il territorio è un nostro impegno, ma lo è ancora di più quando si tratta di divulgare e far apprezzare ecosistemi delicati come questo. Conoscendo gli ambienti naturali ci si avvicina al rispetto della natura e alla sua preservazione.

 Una delle tante curiosità che abbiamo avuto modo di apprendere oggi: le cernie nascono femmine e dopo circa 10-12 anni, quando raggiungono circa 7-8 kg di peso, diventano maschi, e così anche tanti animali marini…il resto ve lo sveleranno i ragazzi del centro.