Storie di spiagge, di torri e di promontori, i confini delle isole.

Sicuramente avere la spiaggia … anzi, una bellissima spiaggia, a pochi passi dalla vostra camera vi indurrà tutto il tempo qui a riposare ma, se vi lasciate convincere ad abbandonare il vostro lettino potrete  andare alla scoperta della costa limitrofa.

Guardando il mare la spiaggia che va da Punta S.Vittoria al Capo di Pula su cui svetta la torre del Coltellazzo o di S. Efisio cambia spesso nome:  quindi partendo da Nord troviamo la spiaggia di Su Guventeddu, la più adatta ai bambini per i fondali poco profondi, al centro (dove stiamo noi) la spiaggia dei Fichi (chissà perché …) e per finire, a Sud la spiaggia prende il nome di Nora o di Sant’Efisio, nella zona antistante la chiesetta romanica omonima. I fondali sono esplorabili con maschera e pinne e nella parte più a sud è piacevole sapere che le rocce sono li non per cause naturali  ma perché sono i resti dell’antica città fenicio – punica sommersa. Pensate resistono ancora dopo più 2500 inverni!

Oltre il Capo di Pula, questa natura mai scontata ci porta nella Laguna di Nora di cui abbiamo già parlato e, per quanto possa sembrare artificiale, il tratto di terra che delimita a laguna in realtà è di origine naturale e la sua età risale al periodo delle glaciazioni. Questa conformazione ha in modo singolare protetto la laguna e creato un porto naturale. Non a caso fu scelta dai Fenici, abili navigatori. La piccola baia di Porto d’Agumu seppur non spettacolare come arenile, è punto di partenza di di regate, e campo di addestramento per corsi di vela e windsurf.

Le coste della Sardegna oltre ad essere apprezzate dal punto di vista naturale e paesaggistico, hanno anche una lunga storia da raccontare. Essendo zona di confine tra la terra e il mare spesso sono state teatro di invasioni da parte di popolazioni che venivano dall’Africa. Già nel 700 d.C. gli arabi iniziarono ad approdare sulle nostre coste. Non erano grandi navigatori, e spesso grazie alla morfologia frastagliata delle nostre coste si incagliavano perdendo la possibilità di raggiungere la terraferma. Tuttavia capitò spesso che le loro incursioni costrinsero le popolazioni costiere ad abbandonare le loro città e cercare riparo verso l’interno, fino a quando gli aragonesi e gli spagnoli due dei popoli che dominarono la Sardegna, non costruirono una fitta rete di torri. Ne vedrete tante se percorrerete le strade che si guardano il mare. La torre del Coltellazzo, una di queste, venne eretta dagli spagnoli sopra i resti dell’acropoli romana chiamata Castellas, e poi fortificata dai piemontesi. In tutto il promontorio sono visitabili le rovine fenicio-puniche e romane dell’antica città di Nora, che parrebbe fosse la prima città della Sardegna. A tal proposito vi segnaliamo lo spettacolo nell’ambito del Festival La Notte dei Poeti, “Tracce nella città sommersa“, che si terrà il 25 e 26 agosto alle ore 19:00 proprio nel Sito Archeologico di Nora. Sarà di sicuro un’esperienza unica pur in assenza di luna piena, ma che vi porterete a casa assieme al ricordo di questo mare.