Lo Stagno di Santa Gilla

Mentre si percorre la statale per raggiungere Pula,  vale la pena fermarsi per osservare una delle lagune più importanti d’Europa. Lo stagno di Cagliari, noto come stagno di Santa Gilla, è un’area umida di 1300 ettari alle porte del capoluogo, di rilevanza storica e naturalistica.
Questo specchio d’acqua è frutto dell’unione delle Saline di Macchiareddu con il Porto Canale, la laguna di Santa Gilla, lo stagno di Capoterra e sa Illetta.
La storia di questo posto è molto antica, i primi insediamenti umani sono infatti risalenti all’Età del Bronzo. Alcuni reperti archeologici rinvenuti nella zona orientale fanno pensare ad una presenza di Fenici e Punici testimoniata anche dalla presenza di un porto. I ritrovamenti confermano che le principali attività fossero la pesca e il commercio. Questo agglomerato urbano ebbe un periodo florido sino al periodo romano, quando perse il lustro diventando un semplice sobborgo di Karalis. Nel corso del tempo il porto divenne tanto importante  che alle sue acque accedevano le navi delle repubbliche marinare: la storia racconta che all’interno della laguna fu combattuta una battaglia navale fra Genova e Pisa (1194) per il predominio sul giudicato.

Lo stagno di Santa Gilla riveste oggi un’enorme importanza, per la Sardegna e non solo, per la sua estensione e la sua biodiversità. La vegetazione degli argini è infatti l’habitat di quasi duecento specie di uccelli, delle quali 70 stanziali: aironi, anatre, barbagianni, cavalieri d’Italia, falchi, gabbiani, martin pescatore ma soprattutto i fenicotteri rosa che scelgono questa laguna per nidificare. Questa ricchezza della flora e della fauna hanno fatto dello stagno una delle più importanti mete per gli appassionati birdwatching, come conferma la presenza delle postazioni  di avvistamento   lungo il tratto stradale che lo costeggia.
Il Centro Velico Capoterra collabora con il CEAS Capoterra (Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità) promuovendo eventi ed escursioni per sensibilizzare le coscienze di chi attraversa il territorio e non ne conosce la sua storia e le sue caratteristiche. Entrambe con l’ausilio di attività in mare e sulla spiaggia approfondiscono il tema della sostenibilità ambientale, della cura delle spiagge, degli ambienti lagunari e più in generale di tutti gli ambienti naturali.

Grazie per la foto a @ignazio.ledda.