Monte Arcosu e le sue storie d’amore

Notti agitate queste di settembre all’Oasi del WWF di Monte Arcosu. Nell’intricato bosco di lecci, di sughera, macchie di fillirea, erica e corbezzolo,  il “Cervus elaphus corsicanus,si aggira in cerca della sua amata. Stiamo parlando del cervo sardo, una sottospecie del Cervo europeo, da cui differisce per le dimensioni più piccole, la struttura dei palchi e il colore del manto. Questa specie rientra tra quelleparticolarmente protette”a livello nazionale (art. 2 L. 157/92) e regionale (art 5 L.R. 23/98). Inoltre è inserita nelle specie individuate dall’Allegato II della Direttiva Europea “Habitat” 92/43/CEE come “specie prioritaria“.

 Dai primi di agosto ai primi di ottobre questo è il “Periodo del Bramito“, che prende il nome dal verso, emesso da tale specie, durante il periodo dell’accoppiamento, per attirare le femmine nel proprio “harem”.

La Città Metropolitana di Cagliari organizza ogni anno, all’interno del SIC Monte Arcosu, un evento finalizzato al censimento del cervo con il metodo del bramito in cui coinvolge il corpo forestale di Vigilanza Ambientale, il Parco di Gutturu Mannu, l’Oasi WWF, l’Ente Foreste e la società Agrofauna oltre che numerosi volontari dotati di un buon udito. Nonostante la loro stazza infatti i cervi, sanno come mimetizzarsi in mezzo alla vegetazione, e pare che questa tecnica sia l’unica adatta a stabilire con buona approssimazione il numero di esemplari presenti nel territorio. 

Fino al  1800 questa specie la cui origine si fa risalire all’età del Bronzo, era abbondantemente diffusa sia in Corsica che in Sardegna. Successivamente la deforestazione, la frammentazione del territorio, gli incendi, la caccia e lo sfruttamento del territorio per l’agricoltura e l’allevamento determinarono, all’inizio degli anni Cinquanta una drastica diminuzione di esemplari  la cui presenza fu circoscritta alle aree dell’Arburese, del Sulcis e del Sarrabus. Già nel 1939 venne introdotto il divieto totale di caccia al cervo in Sardegna ma nonostante questo l’estinzione di questa specie era già compromessa. Solo dopo l’annuncio della totale estinzione del cervo in Corsica (1969) finalmente si allarmarono le coscienze e negli anni settanta , iniziarono una serie di interventi nel territorio del Sulcis, e la reintroduzione oltre che nel Sarrabus e in altre zone boschive della Sardegna, anche nell’isola corsa.

Il censimento al bramito condotto in quest’isola nel 2013 ha consentito una stima da un minimo di  1,53 cervi/km2 nella zona di Montarbu (Seui) ad un massimo di 17,20 cervi/km2 nella zona di Monti Nieddu nel Sulcis. La consistenza stimata nell’intera superficie censita è pari a 3060 capi

Obiettivo raggiunto! e allora…

 …e allora al tramonto ci incontreremo e saremo, per una sera, quegli sconosciuti pronti a riconoscere il richiamo dei veri amanti! perché: “L’Amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra e gli sconosciuti si accorgono che vi amate” – (ValeSantaSubito, Twitter)
 
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